Il prezzo del greggio scende negli scambi asiatici di questo lunedì, dopo l’impennata della fine della scorsa settimana, con i trader sempre più scettici circa l’eventualità che la “fase uno” dell’accordo commerciale concordato da Stati Uniti e Cina venerdì possa portare ad una rapida ripresa della domanda petrolifera.
I future del greggio WTI USA scendono dello 0,6% a 54,39 dollari alle 00:30 ET (04:30 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, vanno giù dello 0,5% a 60,22 dollari.
Alla fine della scorsa settimana Washington e Pechino hanno raggiunto un accordo commerciale parziale. Gli Stati Uniti non applicheranno altri dazi sui prodotti cinesi questa settimana come era stato precedentemente programmato, mentre la Cina ha promesso che comprerà più prodotti agricoli USA.
Il prezzo del greggio è schizzato del massimo in quasi un mese venerdì sulla scia della notizia, spinto dalle speranze che la domanda petrolifera possa riprendersi con l’allentamento delle tensioni tra i due principali importatori mondiali della materia prima.
Tuttavia, il greggio ha ridotto parte dei guadagni questa mattina in un clima di scetticismo circa il fatto che l’accordo parziale possa non rappresentare un vero punto di svolta nel lungo scontro commerciale.
In una nota di venerdì, gli esperti di strategie di Morgan Stanley (NYSE:MS) Michael Zezas e Meredith Pickett hanno affermato che non si aspettano una ripresa significativa di quel comportamento aziendale che spingerebbe su la crescita globale, in quanto “non c’è ancora un cammino fattibile per quanto riguarda la riduzione dei dazi esistenti, e l’aumento dei dazi rimane un rischio significativo”.
Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha smorzato l’interesse agli acquisti riducendo ancora una volta le previsioni sulla domanda globale di greggio.
L’AIE ha abbassato le stime sulla domanda del prossimo anno di 100.000 barili al giorno. Ha anche tagliato le previsioni sul 2019 di una quantità simile spiegando che è dovuto ai cambiamenti nei calcoli sulla produzione dello scorso anno.
Inoltre, ha fatto notare che le scorte petrolifere nelle economie avanzate sono aumentate per il quinto mese consecutivo ad agosto, vicine ai livelli record registrati nel 2016, quando avevano superato i 3 miliardi di barili.

