Greggio ancora di più sotto i 59 dollari, timori per le prospettive per la domanda

Greggio ancora di più sotto i 59 dollari, timori per le prospettive per la domanda

Ott 16, 2019

Il prezzo del greggio scende ancora di più sotto i 59 dollari al barile questo mercoledì, in un clima di apprensione per le prospettive della domanda globale, mentre i trader degli energetici attendono i nuovi dati sulle scorte.

Il Brent, il riferimento globale, è scambiato a 58,76 dollari al barile alle 07:51 ET (11:51 GMT). I future del greggio USA salgono di 20 centesimi a 53,01 dollari.

I timori per le prospettive della domanda globale di greggio sono aumentati quando ieri il Fondo Monetario Internazionale ha reso noto che lo scontro commerciale USA-Cina farà scendere la crescita globale del 2019 al minimo dalla crisi finanziaria del 2008-2009.

“I prezzi sono sotto pressione per via dell’aumento del pessimismo sull’economia globale e dei conseguenti timori per la domanda”, afferma Stephen Brennock di PVM.

I trader degli energetici attendono i dati sulle scorte previsti nel corso della giornata. L’American Petroleum Institute pubblicherà il report settimanale sulle scorte alle 16:30 ET, con un giorno di ritardo per via della festa del Columbus Day.

L’EIA rilascerà i dati settimanali sulle scorte USA domani, tra le previsioni di un aumento di 2,77 milioni di barili dopo l’incremento di 2,91 milioni di barili della scorsa settimana.

I prezzi hanno trovato supporto nei segnali che l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio potrebbe annunciare ulteriori tagli della produzione a dicembre. L’OPEC e i suoi alleati si incontreranno il 5 e 6 dicembre a Vienna per rivedere la politica di produzione.

Ieri, il Segretario Generale dell’OPEC Mohammad Barkindo ha reso noto che il gruppo ed il suoi alleati avranno l’opzione di poter introdurre maggiori tagli alla produzione petrolifera.

Barkindo ha dichiarato che l’OPEC farà il possibile insieme ai produttori suoi alleati per sostenere la stabilità del mercato dopo il 2020, segnale che i produttori continueranno a collaborare. La Russia ed altri produttori hanno accettato l’accordo per tagliare la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno fino al marzo 2020, ma i funzionari russi finora hanno affermato che è ancora presto per parlare di ulteriori tagli alla produzione.

--Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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