L’ottimismo pre-trimestrale di ieri (+1,47%) viene deluso dalla presentazione dei conti di Alphabet (NASDAQ:GOOGL), la controllata di Google. Il titolo perde oltre il 7% confermando l’andamento del pre-market USA.
Il crollo a Wall Street riduce la capitalizzazione del campione della pubblicità online di oltre 60 miliardi di dollari.
Il gigante tecnologico ha diffuso ieri a mercati chiusi i dati trimestrali deludendo le aspettative dei esperti. I primi tre mesi del 2019, infatti, hanno visto un calo degli utili a 6,657 miliardi di dollari, nettamente lontano dai 9,4 miliardi dello stesso periodo del 2018.
A pesare sui risultati è stato l’impatto della multa decisa dall’Unione europea per un totale di 1,49 miliardi di euro, comminata dalla Commissione lo scorso marzo per pratiche anticoncorrenziali nel mercato della pubblicità online. Senza tale multa, l’utile sarebbe stato di 8,339 miliardi di dollari.
Al calo degli utili non è servita la buona performance dei ricavi, cresciuti del 17% a 36,339 miliardi di dollari, cifra comunque inferiore al consenso degli analisti che se ne aspettava 37,33 miliardi.
Negativi i ricavi generati dalla pubblicità parti a 30,7 miliardi di dollari, la cui crescita del 15% su base annuale resta sotto le previsioni del +21%.
Secondo l’azienda, il dato negativo è dovuto a “variazioni significative” nei tassi di cambio, oltre alla “tempistica di cambiamenti dei prodotti pubblicitari”.
“Mettendo da parte i rischi nel breve termine”, spiega Haris Anwar, analista senior di esperto del mercato USA, “Alphabet continua ad essere una storia di successo nel comparto tecnologico”.
“L’azienda si sta districando bene nella questione dei nuovi regolamenti sulla privacy in Europa, che non sembra abbia avuto grandi impatti sul settore degli annunci pubblicitari”, continua Anwar. “Inoltre, gli investimenti nelle nuove aree dell’economia digitale, come cloud computing e automobili senza guidatore, offrono i mezzi all’azienda per mantenere la propria posizione dominante”.

