Investing.com - Il prezzo del greggio scende questo martedì, gli investitori del settore energetico valutano i potenziali esiti del vertice dei principali produttori petroliferi di questa settimana, tenendo d’occhio gli ultimi sviluppi del conflitto commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina.
Il greggio Brent con consegna ad agosto, il riferimento globale, scende di 59 centesimi, o dello 0,8%, a 74,75 dollari al barile sull’ICE Futures Europe Exchange alle 4:10 ET (08:10 GMT).
Intanto, il riferimento USA, il greggio West Texas Intermediate con consegna ad agosto, va giù di 53 centesimi, o dello 0,8%, a 65,16 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange.
Il prezzo del greggio ha chiuso al rialzo ieri, recuperando le perdite registrate sulla scia della notizia che l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) e la Russia starebbero discutendo di un aumento minore del previsto della produzione.
Secondo fonti informate dei fatti, l’OPEC proporrà un aumento della produzione di greggio compreso tra i 300.000 e i 600.000 barili al giorno in occasione del vertice di questa settimana, nel tentativo di trovare un compromesso tra la richiesta della Russia di alzare la produzione e l’insistenza dell’Iran di lasciarla invariata.
Il mese scorso, si diceva che l’OPEC e la Russia avrebbero alzato la produzione di un milione di barili al giorno a giugno.
I ministri del petrolio dell’OPEC, della Russia e di altri principali paesi produttori si incontreranno a Vienna giovedì e venerdì per rivedere l’attuale accordo sulla produzione che ha visto l’eliminazione di 1,8 milioni di barili al giorno dal mercato negli ultimi 18 mesi.
Nel frattempo, il Presidente USA Donald Trump ha minacciato di applicare dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi e la risposta di Pechino non si è fatta attendere, mentre il conflitto commerciale tra le due potenze mondiali sta rapidamente peggiorando.
La notizia ha pesato sui mercati azionari globali e sulla richiesta di asset legati al rischio.
