Accoglienza fredda per l’ipotesi fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank da parte della Banca centrale europea e della Bundesbank, mentre scoppia il caso Trump che avrebbe mentito per ottenere prestiti per 2 miliardi di dollari da parte di DB.
Nel corso di un’intervista al Financial Times, infatti, il nuovo capo della vigilanza, l’italiano Andrea Enria, ha dichiarato che non gli piace “particolarmente l’idea di campioni nazionali o campioni europei”.
“Soprattutto in qualità di supervisore”, ha aggiungo Enria, “non è il caso di supportare alcun obiettivo strutturale”.
Neutralità che era stata espressa anche dalla stessa Bundesbank, l’istituto centrale tedesco, la quale si è dichiarata “neutrale in caso di fusioni bancarie”. In un’intervista rilasciata a Bloomberg, infatti, il componente del consiglio esecutivo della Bubdesbank, Joachim Wuermeling, ha aggiunto che “il settore bancario sta vivendo cambiamenti strutturali e ulteriori fusioni sono possibili”.
Secondo Wuermeling, inoltre, “la legge richiede alle fusioni l'approvazione della vigilanza il cui lavoro è controllare se il nuovo gruppo soddisfa i requisiti regolamentari ora e in futuro. Questo impone che sia un modello di business sostenibile e solido".
Poco entusiamo anche tra gli esperti. Secondo Oliver Roth, analista sulla piazza finanziaria di Francoforte, “i colloqui sulla fusione sono cominciati per la pressione politica di Berlino in favore della creazione di una grande istituzione finanziaria tedesca. Ma ci sono dubbi sul fatto che le due banche, che in questo momento stanno affrontando grandi problemi, riusciranno a fondersi con successo”. “Avrebbe senso”, conclude Roth, “solo se si risparmiassero costi significativi. E questo significa lavoro: il governo deve capire se vuole davvero perdere cosi tanti posti di lavoro".
Proprio la perdita di posti di lavoro potrebbe rappresentare un elemento di ostacolo per la fusione. Secondo Jan Duscheck, esponente del sindacato tedesco Verdi, la fusione dei due istituti tedeschi metterebbe a rischio fino a 30 mila lavoratori a rischio.
In Germania, intanto, i due istituti tedeschi stanno ritracciando in borsa dopo le chiusure positive di ieri arrivate grazie alla conferma della trattativa per la fusione. Deutsche Bank (DE:DBKGn) e Commerzbank (DE:CBKG), infatti, stanno cedendo oltre il 2%.

