Di Mauro Speranza
Il mese di marzo ha visto un netto calo delle immatricolazioni di Fiat in Europa, pari al 74,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Seppure atteso, il crollo è risultato nettamente peggiore di quello complessivo della zona comprendente l'Unione europea, l'Efta e il Regno Unito, dove complessivamente le vetture vendute sono scese del 55,1%.
Fiat ha venduto 27.326 auto nel terzo mese dell'anno, mentre la quota di mercato si è quasi dimezzata al 3,9% dal 7,4%.
Nei primi tre mesi dell'anno, inoltre, Fiat ha venduto 170.327 vetture, segnando un calo del 34,5% rispetto al trimestre 2019. Anche in questo caso, il calo è risultato maggiore di quello del mercato, scese complessivamente del 26,3%, e la quota di mercato è calata al 5,6% rispetto al 6,35% precedente.
I dati sono stati diffusi dall'Associazione dei costruttori europei (ACEA), la quale ha evidenziato che l'Italia è stato il primo paese europeo a dichiarare l'allarme, incidendo particolarmente sul mercato italiano e sulla performance di Fiat. Il gruppo Fiat Chrysler comprende i marchi Fiat, Lancia/Chrysler, Jeep, Alfa Romeo, Dodge e Maserati.
Il mercato italiano nel suo complesso è crollato dell'85,4%, mentre il calo è stato importante anche in Francia (72,2%) e Spagna (-69,3%) tra le peggiori, mentre minore è l'impatto su Germania (-37,7%) e Regno Unito (-44,4%).
A livello di case automobilistiche, infine, Volkswagen è calata del 46,2% con 164.653 immatricolazioni, mentre le francesi PSA e Renault sono scese rispettivamente del 68,1% e del 64,7%.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Fiat guadagnano oltre il 4% nonostante i pessimi risultati diffusi oggi. Tra le notizia che stanno sostenendo il titolo c'è una indiscrezione del Messaggero, il quale scrive che il governo potrebbe consentire la ripartenza delle aziende di alcuni comparti tra cui quello auto già dal 27 aprile, in anticipo dunque rispetto al 4 maggio previsto.
Un vero shock per il mercato dell'auto
Secondo il Centro Studi Promotor, il pessimo risultato del mercato dell'auto “è interamente dovuto all’emergenza coronavirus, che si è inserita in un mercato auto dell’Europa Occidentale che già nei primi due mesi dell’anno era fiacco, ma aveva comunque contenuto le perdite nel 7,2%”.
“Il crollo delle immatricolazioni nell’Europa Occidentale in marzo, seppur previsto, costituisce un vero shock per il mercato dell’auto ed è il primo dato, su un mercato molto importante, relativo agli effetti della pandemia che ha colpito il mondo”, spiegano gli esperti di Promotor.
Per cercare di affrontare la crisi, molte associazioni rappresentative del settore stanno avanzando richieste ai governi per rilanciare il settore, ma è “facile prevedere che fino a quando non verranno allentate le misure di protezione contro il coronavirus, i dati sulle vendite di autovetture possono soltanto peggiorare rispetto al devastante risultato di marzo”, concludono da Promotor.

