Versione originale di Laura Sánchez – traduzione a cura di
Momento difficile per il presidente della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell, in attesa della prossima riunione dell'istituto centrale americano prevista per il 31 luglio. Al calo dei mercati arrivato dopo i dati sull'occupazione negli Stati Uniti pubblicati venerdì scorso, si aggiungono i nuovi attacchi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, accusando la Fed di "non avere idee" ed essere il “più grande problema del paese”.
Secondo Banca March, "i buoni dati sulla buona creazione di posti di lavoro ha colto di sorpresa il mercato. Giovedì scorso, infatti, eravamo a conoscenza del report ADP sull'occupazione privata, risultata al di sotto delle aspettative", anche se questi esperti assicurano che " le aspettative di tassi più bassi non vengono modificate. In particolare, i futures scontano al 96% la possibilità che la Fed taglierà i tassi già il mese prossimo”.
Così, alcuni esperti che il mercato sconta l’abbassamento dei tassi, con maggiori probabilità che il taglio più probabile sia di 25 punti base, piuttosto che uno più aggressivo di 50 punti base, come previsto da altri analisti fino ad ora. "Questa opzione è praticamente scartata", osserva José Luis Cárpatos, CEO di Serenity Markets.
Altri analisti, invece, dubitano che la Fed abbasserà o meno i tassi. "Dopo i dati sull'occupazione negli Stati Uniti, ci sono dubbi che la banca centrale americana possa davvero ridurre i tassi nel corso della riunione di luglio", dicono in Link Securities, anche se non escludono che, "data la debolezza dell'inflazione, la banca centrale statunitense possa scegliere di 'strizzare l'occhio' ai mercati e abbassare i suoi tassi di riferimento di 25 punti base”.
Come se non bastasse, l'esperto afferma che " Morgan Stanley (NYSE:MS) ‘gestirà’ il proprio portafoglio in considerazione del fatto che le banche centrali sono inaffidabili in questa occasione per risolvere gli attuali problemi economici".
Attenzione alle dichiarazioni di questa settimana
Jerome Powell interverrà mercoledì davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera (camera bassa del Congresso degli Stati Uniti) e giovedì davanti al Comitato bancario del Senato (camera alta). "E' evidente che i membri del congresso chiederanno conto a Powell delle prossime scelte della Fed, costringendolo ad agire di conseguenza", aggiungono da Link Securities.
"Osserveremo con molta attenzione quello che Jerome Powell potrà dire questa settimana", dicono in Renta 4.
E se la FED non tagliasse i tassi?
"Se la Fed scegliesse finalmente di tagliare i tassi di un quarto di punto nel mese di luglio, i mercati non la prenderanno affatto male. Se, al contrario, l'agenzia mantenesse invariati i tassi perché non ritiene che, per il momento, l'economia statunitense abbia bisogno di nuovi stimoli monetari, i mercati azionari e quelli del reddito fisso, soprattutto il primo, correggeranno con una certa intensità. È l'incongruenza di quando ‘le buone notizie economiche sono cattive notizie per i mercati finanziari’, soprattutto quando queste sono già state anticipate e hanno dato per scontato uno scenario che alla fine non si realizza", hanno commentato gli esperti di Link Securities.
"La verità è che, ad eccezione del settore manifatturiero, in piena crisi globale a causa della combinazione di diversi fattori come la sovraccapacità globale in molte industrie, il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Stati Uniti e la Cina, la Brexit o la disastrosa gestione politica della crisi del petrolio, il resto dell'economia, in particolare i settori dei servizi, stanno resistendo molto meglio sia negli Stati Uniti che in Europa, permettendo a queste economie di continuare ad espandersi, anche se a un ritmo più moderato rispetto agli ultimi due anni", concludono questi esperti.

