Il dollaro è scambiato vicino al minimo di un mese questo mercoledì dopo che il Presidente USA Donald Trump ha avvertito che un accordo commerciale con la Cina potrebbe non arrivare prima delle elezioni presidenziali del 2020 ed ha minacciato di inasprire lo scontro con le altre nazioni.
L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 97,6 alle 03:47 ET (08:47 GMT), non lontano dal minimo di 97,55 del 18 novembre.
La dichiarazione di ieri di Trump secondo cui “non c’è una scadenza” per un accordo con la Cina ha pesato sul sentimento in quanto gli attriti commerciali globali hanno già colpito la crescita economica, con molte economie che faticano a rimettersi in sesto.
I commenti di Trump sul commercio resi precedentemente avevano già spaventato gli investitori.
Lunedì, ha dichiarato che avrebbe colpito Brasile ed Argentina con altri dazi commerciali per la “massiccia svalutazione delle loro valute”.
Il presidente ha poi minacciato dazi fino al 100% su prodotti francesi, dallo champagne alle borse, per via della tassa sui servizi digitali che secondo Washington danneggia le compagnie tech USA.
Ieri il Segretario al Commercio Wilbur Ross ha dichiarato che, sebbene le trattative con i funzionari cinesi stiano proseguendo, non sono in programma dialoghi tra i funzionari di alto livello.
Se non saranno compiuti progressi sostanziali nelle trattative entro il 15 dicembre, sarà introdotto un altro round di dazi sulle importazioni cinesi (compresi cellulari, portatili e giocattoli), ha aggiunto Ross.
“Le aspettative di un accordo commerciale USA-Cina si stanno riducendo, ed il cambio dollaro/yen ha infranto i livelli di supporto, perciò la base è inclinata al ribasso”, spiega Takuya Kanda, direttore generale di ricerca dell’Istituto di Ricerca Gaitame.com a Tokyo.
“Ulteriori dazi spingerebbero ancora più giù il cambio dollaro/yen”.
Gli analisti dei mercati affermano che il dollaro potrebbe solo indebolirsi sostanzialmente se i dati economici USA mostrassero una brusca decelerazione e le aspettative sui tagli dei tassi crescessero notevolmente. I future dei mercati monetari indicano un taglio dei tassi di un quarto di punto entro il prossimo luglio.
Il dollaro si attesta a 108,48 contro lo yen, il minimo dal 21 novembre, mentre il biglietto verde è scambiato a 0,9856 contro il franco svizzero, un livello che non si registrava dal 4 novembre.
Sia lo yen che il franco svizzero sono scelti dagli investitori come valute rifugio nei periodi di alte tensioni geopolitiche o di incertezza sui mercati.
L’euro è pressoché invariato vicino al massimo di una settimana e mezzo contro il dollaro a 1,1085.
A beneficiare di più dal calo del dollaro è stata la sterlina, salita dello 0,5% ad un nuovo massimo di sei mesi di 1,3059.
La valuta britannica è stata spinta dai sondaggi nel paese da cui è emerso che il Partito Conservatore del Primo Ministro Boris Johnson probabilmente vincerà le elezioni del 12 dicembre, aprendo la strada all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea il 31 gennaio.
--Articolo realizzato con il contributo di Reuters
Dollaro vicino al minimo di un mese, timori per lo scontro commerciale
Dic 04, 2019
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