Di Peter Nurse
Il dollaro scende negli scambi europei di questo venerdì mattina, ma resta vicino al massimo di due settimane con l’aumento dei contagi da Covid-19 che ha alimentato i timori di una possibile seconda ondata.
Alle 3:10 ET (07:10 GMT), l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,1% a 97,352. L’indice era inizialmente salito al massimo giornaliero di 97,495, un livello che non si vedeva dall’inizio del mese.
Il cambio USD/JPY va giù dello 0,1% a 106,91, mentre la coppia AUD/USD, sensibile al rischio, sale dello 0,2% a 0,6867.
L’aumento dei casi di coronavirus in molti stati USA questa settimana, insieme all’incremento dei ricoveri, ha scatenato i timori che alcune delle misure di distanziamento sociale che erano state annullate con la riapertura potranno dover essere reintrodotte.
Più di 150 nuovi casi sono stati registrati a Pechino dalla scorsa settimana, portando ad un aumento del livello di allerta della città ed alla reintroduzione delle limitazioni sui viaggi.
Inoltre, i dati sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione USA ieri hanno mostrato un miglioramento del mercato del lavoro, ma i progressi stanno rallentando e suggeriscono che la ripresa richiederà del tempo.
Nel frattempo, l’euro sale dello 0,1% a 1,1212, poco più del minimo di due settimane di 1,1186 dollari segnato ieri.
Il cambio EUR/USD segna un calo di circa lo 0,4% questa settimana, ma continua a registrare un balzo del 2,1% sul mese, tra i dubbi circa la sostenibilità politica del piano di stimolo dell’Unione Europea.
I 27 leader nazionali del blocco si incontreranno questo venerdì in videoconferenza per discutere la proposta della Commissione Europea di prendere in prestito 750 miliardi di euro per cercare di spingere la ripresa della regione dopo questo downturn economico senza precedenti.
Ci sono dei disaccordi sulla dimensione del pacchetto per la ripresa e sull’eventualità che due terzi di esso siano da dare o meno agli stati membri come garanzie, come propone la commissione.
“Le ultime voci indicano che un accordo sembra improbabile (pensiamo che un patto possa essere raggiunto a fine luglio)”, scrivono gli analisti di Danske Bank, in una nota, “ma potremmo avere degli indizi circa il fatto che l’EUROforia delle ultime settimane fosse garantita o se l’iniziativa sarà ridimensionata”.
Intanto, la coppia GBP/USD sale dello 0,2% a 1,2452, grazie all’impennata del 12% delle vendite al dettaglio a maggio, recuperando in parte il crollo da record del 18% del mese prima.
Le vendite sono state spinte dal balzo del 42% registrato nei negozi di prodotti per la casa, con la riapertura dei negozi per il fai-da-te ed il giardinaggio.
Detto questo, la coppia si trova appena sopra il minimo di due settimane a 1,2403, sulla scia della decisione di ieri della Banca d’Inghilterra di aumentare gli acquisti di bond solo di 100 miliardi di sterline fino al 2021.
“Pensiamo che sia probabile che la BoE debba espandere il programma di QE di 50-100 miliardi di sterline in autunno”, scrive Danske Bank.
Nel corso della giornata, è in agenda la riunione della banca centrale russa, che dovrebbe tagliare il tasso di riferimento di un punto percentuale al 4,5%, con le linee guida che probabilmente mostreranno che sono previsti altri tagli.

