
Il dollaro scende contro le valute rifugio come lo yen ed il franco svizzero negli scambi della mattinata europea di questo venerdì, ma sale contro la maggior parte delle altre valute, dopo che il Presidente Donald Trump ha annunciato una forte escalation dello scontro commerciale con la Cina.
Lo yen ha segnato la giornata migliore in due anni contro il dollaro ieri, sulla scia dell’annuncio di nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina. Alle 3 ET (07:00 GMT), lo yen si attesta a 106,95 contro il dollaro, dopo essere salito al massimo dall’aprile 2018 in precedenza.
Il dollaro scende anche contro il franco svizzero attestandosi a 0,9880, con i trader che hanno ridotto i carry trade in un clima di bassa propensione al rischio su tutti i mercati.
L’annuncio di Trump ha mandato in fumo la fragile tregua sul commercio con la Cina, che era stata concordata con difficoltà prima del summit del G20 un mese fa. Rappresenta una netta escalation del conflitto, in quanto i dazi vengono di fatto estesi a tutte le importazioni USA dalla Cina. Di conseguenza, il rischio che ricadano sui consumatori statunitensi sotto forma di aumento dei prezzi è decisamente maggiore.
Gli analisti del Peterson Institute a Washington stimano che la decisione farà aumentare i dazi medi sui prodotti cinesi al 21,5%, da appena il 3% del 2017, quando Trump è salito al potere.
La mossa di Trump giunge proprio il giorno dopo che il presidente della Federal Reserve Jerome Powell aveva definito lo scontro commerciale il principale rischio singolo per gli Stati Uniti e le economie globali, osservazioni che avevano scatenato le critiche di Trump secondo cui Powell “ci ha delusi”.
“Ironicamente l’allentamento della Fed consente al Presidente di avere la possibilità di fare il gioco duro”, scrive su Twitter Megan Greene, della Harvard Kennedy School.
Il dollaro è schizzato contro le valute ad alto rendimento nella notte, segnando il massimo di 10 anni contro l’aussie e registrando un’impennata contro il won coreano ed il “kiwi”. È rimbalzato inoltre dell’1% contro lo yuan cinese offshore, sebbene la banca centrale cinese abbia limitato il calo del tasso di cambio ufficiale.
L’impatto sull’euro e sulla sterlina è stato meno pesante, anche se le voci secondo cui Trump potrebbe fare un annuncio riguardante il commercio con l’UE nel corso della giornata hanno alimentato il clima di preoccupazione generale.
L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre valute, segna il massimo dal maggio 2017 a 98,697 nella notte, prima di scendere a 98,105 negli scambi europei.
L’escalation dello scontro commerciale minaccia di eclissare quello che normalmente sarebbe il principale evento del calendario economico mensile: il report sul mercato del lavoro USA relativo al mese di luglio. La crescita dell’occupazione non agricola dovrebbe essere rallentata a 160.000 unità dalle 224.000 di giugno.

