Buone notizie dal fronte occupazionale per l’italia con il i dati trimestrali che hanno visto un tasso di disoccupazione scendere al 10,4%, rispetto al 10,6% precedente.
"Nel primo trimestre 2019 si registra un lieve aumento dell’occupazione rispetto al trimestre precedente (+0,1%), in un contesto di calo della disoccupazione e dell’inattività", si legge nel comunicato dell'Istat diffuso stamattina. "Queste dinamiche congiunturali del mercato del lavoro riflettono il lieve aumento dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, in cui si registra una variazione positiva del Pil (+0,1%) dopo due trimestri di calo. Con riferimento all’input di lavoro, si osserva una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,7%) sia in termini tendenziali (+1,5%), ampiamente superiore a quella del Pil", spiega il comunicato.
Il dato non si discosta di molto dalle previsioni di Bankitalia, le cui proiezioni economiche vedono un tasso di disoccupazione medio annuo del 10,5% per quest’anno e del 10,6% per il prossimo anno. Dopo aver rivisto al ribasso le stime sulla disoccupazione in Italia, gli esperti di Bankitalia avevano rivisto anche quelle sulla crescita del Pil.
Il dato italiano resta, comunque, nettamente al di sopra della media dell’eurozona, scesa al 7,7%. “Abbiamo il tasso di disoccupazione più basso da moltissimi anni”, aveva detto Mario Draghi nel corso della conferenza stampa post meeting BCE della settimana scorsa “e abbiamo registrato una crescita dell'occupazione e un aumento delle retribuzioni”.
“Certo”, aveva ammesso Draghi, “dobbiamo essere preparati e peraltro oggi il Consiglio direttivo ha riconosciuto che i rischi si stanno prolungando e sono in un certo senso aumentati. Ma è stata anche affermata chiaramente la disponibilità a intervenire rapidamente» con tutti gli strumenti a disposizione della Bce.
Inoltre, il calendario economico di oggi prevede il dato sulla produzione industriale dell’eurozona, sia su base mensile che annuale, con l’euro da tenere sotto osservazione.
“Il report sulla produzione industriale solitamente non ha un grande impatto sull’euro”, spiega Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management, “ma la valuta è stata scambiata in range stretto negli ultimi 3 giorni e l’incapacità di salire ulteriormente potrebbe rendere il report di giovedì più influente del solito”.
Sempre in tema di occupazione, per oggi sono attesi alle 14:30 i dati sulle richieste di disoccupazione continua negli Stati Uniti che potrebbero dare ulteriori indicazioni sullo stato dell’economia USA, dopo quelli arrivati la scorsa settimana.

