Che sia un bluff o meno, l’annuncio di Donald Trump arrivato ieri potrebbe costare all’Italia lo 0,3% del Prodotto Interno Lordo del paese, colpendo diversi settori economici.
Le stime sono state realizzate dalla Cna, la quale ha aggiunto che anche gli artigiani locali ne sarebbero colpiti.
Il ciclone Trump aveva annunciato nella notte (italiana) l’aumento al 25% dei dazi sui prodotti cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari. Inoltre, Trump ha anche “minacciato” nuovi dazi su altri 325 miliardi di dollari, mossa che potrebbe avere lo scopo di “forzare” le trattative commerciali.
Inoltre, oggi prende il via l’indagine del Dipartimento del Commercio USA (USTR) sulla proposta di nuovi dazi che impatteranno su prodotti esportati dall’Unione europea. Secondo Coldiretti e Filiera Italia, l’importo la lista dei prodotti a rischio avrà un importo complessivo di 11 miliardi di dollari, comprendendo anche importanti prodotti agricoli e alimentari
I prodotti colpiti riguardano i settori agricoli e alimentari di interesse nazionale, aggiungono sempre le due associazioni. Tra questi, ci sono i vini, come il Prosecco ed il Marsala, formaggi, oltre a olio di oliva, agrumi, uva, marmellate, succhi di frutta, acqua e superalcolici.
I dazi andrebbero a colpire uno dei mercati più importanti per l’Italia, gli Stati Uniti, dopo che nel 2018 le esportazioni sono aumentate del 2% toccando la quota record di 4,2 miliardi.
Anche il resto d’Europa potrebbe essere colpita dai nuovi dazi che potrebbero arrivare. Tra i paesi più colpiti ci potrebbero essere la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito, Brexit o non Brexit.
Tra settori al centro delle “nuove attenzioni” di Trump ci sarebbero la componentistica militare legata a elicotteri e aerei ma anche prodotti alimentari, tessili, plastica e carta.

