L’attività del settore privato nella zona euro è cresciuta al tasso più lento di oltre due anni ad ottobre, con l’indebolimento dovuto alle esportazioni che ha contagiato il settore dei servizi, secondo i dati di questo mercoledì.
La lettura preliminare dell’indice dei direttori acquisti di Markit per il settore manifatturiero è scesa al minimo di 26 mesi di 52,1 questo mese da 53,2 di settembre.
Una lettura superiore a 50,0 indica un’espansione del settore mentre una lettura inferiore a tale livello ne indica una contrazione.
L’indice PMI manifatturiero è sceso al minimo di 24 mesi di 53,3, rispetto alla stima di 54,5 ed alla lettura di 54,7 del mese prima.
L’indice composito sulla produzione, che tiene conto della produzione combinata del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è sceso al minimo di 25 mesi di 52,7 da 54,1, contro le aspettative di 53,9.
Ad indicare che il rallentamento potrebbe proseguire, le aspettative delle compagnie sulla crescita futura sono scese al minimo di quasi quattro anni, con il minimo di sei anni registrato nel settore manifatturiero.
La riduzione dell’ottimismo ha pesato ulteriormente sulle assunzioni, colpendo la crescita dell’occupazione, mentre le pressioni sui prezzi rimangono elevate, vicine ai massimi di sette anni.
“Il tasso di crescita economica della zona euro è sceso nettamente ad ottobre, con l’indice PMI che prepara la strada ad una fine dell’anno deludente”, afferma Chris Williamson, capo economista del gruppo di ricerche di mercato Markit.
“Il rallentamento viene trainato dal calo delle esportazioni, legato a sua volta agli scontri commerciali ed ai dazi, secondo molti intervistati, che sembra aver peggiorato l’ambiente economico globale portando ad un aumento dell’avversione al rischio”, aggiunge.
“Il sondaggio sarà una lettura sgradevole per la BCE. Sebbene gli indicatori di prezzo del sondaggio rimangano elevati e vicini ai massimi di sette anni, l’indice PMI generale è sceso ad un livello storicamente corrispondente ad una scelta di politica monetaria allentata, al fine di prevenire un ulteriore peggioramento della crescita economica”.
