Di Mauro Speranza
Si avvicinano i venti di recessione per l’Italia con la già fragile ripresa economica che potrebbe aver ricevuto il ‘colpo finale’ proprio dal diffondersi dal coronavirus.
Sono diverse, infatti, le agenzie di rating che prevedono un ritorno alla recessione per il nostro paese, con la crescita italiana che potrebbe tornare negativa, rappresentando la quarta recessione dal 2009.
Visto che già l’ultimo trimestre del 2019 si era chiuso con un calo del Pil dello 0,3%, basterebbe un qualunque risultato negativo nei primi tre mesi del 2020 per far dichiarare la “recessione tecnica”, ovvero due trimestri consecutivi in crescita negativa.
Le previsioni di Prometeia
L’agenzia Prometeia ha rivisto al ribasso le sue stime sul Pil italiano per il 2020, calcolando l’impatto del virus pari a -0,3%, sia per il primo trimestre che per l’intero anno. solo dieci giorni fa lo stesso istituto calcolava tale impatto a -0,1%, ma si trattava di una prima valutazione, modificata con l’aggravarsi della crisi.
“Il quadro ora è drasticamente cambiato per il nostro Paese, a causa dell’emergere di focolai di infezione localizzati in alcune zone della Lombardia e del Veneto”, spiegano da Prometeia.
Secondo questi esperti, è “molto probabile che, pur assumendo che si mettano in atto politiche di sostegno alle imprese in difficoltà e che la situazione tenda a normalizzarsi entro metà marzo, il primo trimestre registri una contrazione del Pil nell'ordine dello 0,3%" su trimestre e che si configuri quindi una condizione di recessione tecnica, con due trimestri consecutivi di caduta del prodotto interno lordo.
Nel caso in cui “la perdita nel primo trimestre non venga recuperata in quelli successivi, si registrerebbe una caduta del Pil di analogo ammontare nella media d'anno", concludono dall’agenzia.
Un calo maggiore per il PIL?
L’impatto del virus potrebbe essere ancora maggiore, prevede Fedele De Novellis, responsabile del gruppo di lavoro Previsioni e analisi macroeconomiche di Ref Ricerche, il quale sottolinea le misure adottate finora per arginare il contagio.
“Tali misure hanno in impatto notevole e sicuramente nel primo trimestre porteranno ad un forte calo del Pil nell’ordine ell’1%”, aggiunge De Novellis, mentre più difficile appare la stima nel lungo periodo.
“Un andamento a ‘V’”, quindi un rapido rimbalzo, non si può escludere ma tutto dipende dalla durata dell'emergenza e dalla diffusione del virus: se il contagio si estendesse ai paesi vicini al nostro, la crescita dell'intera Eurozona sarebbe messa a rischio e questo rallentamento avrebbe un ulteriore effetto depressivo sull'Italia”, conclude l’esperto.
Il pericolo di un calo della crescita economia fino all’1% parla anche Lorenzo Codogno di Macro Advisors, il quale prevede che la frenata del primo trimestre 2020 potrebbe compromettere l’intero anno.
L’Italia uno dei paesi più colpiti
“Se il coronavirus diventerà una pandemia, provocherà una recessione globale l’Italia sarà uno dei paesi più colpiti”, spiega Mark Zandi, chief economist di Moody’s Analytics nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa.
L’Italia, infatti, “ha pochissimo spazio di manovra in termini di politica monetaria e fiscale per reagire. L’unica risposta efficace del governo è impegnarsi al massimo ora per contenere il contagio, ed essere trasparente con i propri cittadini, affinché possano prepararsi al meglio per affrontare la crisi”, aggiunge l’esperto dell’istituto.
Sul tema del sostegno delle banche centrali, inoltre, Zandi si mostra scettico, in quanto “I tassi di interesse sono già molto bassi o negativi, e la Bce non può fare molto per aiutare sul piano monetaria”.
In questo contesto, conclude Zandi, per l’Italia sul “piano fiscale però c’è pochissimo spazio. Non è chiaro cosa possano fare i governanti per attenuare l’impatto economico di Covid-19. Ciò rende ancora più urgente che il virus sia contenuto, perché sarebbe molto difficile rispondere poi dal punto di vista monetario e finanziario”.

