L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha ammesso che il mercato del greggio ha invertito rotta, segnando un inasprimento quest’anno grazie ai tagli alla produzione OPEC ed alle sanzioni USA contro Iran e Venezuela.
Tuttavia, l’AIE ha sottolineato che la domanda di greggio si trova davanti ad un sentiero estremamente incerto per il 2019.
“L’enorme aumento della produzione petrolifera a cui abbiamo assistito nella seconda metà del 2018 si è invertito, sulla scia dell’implementazione del nuovo Accordo di Vienna e dell’aumento dell’efficacia delle sanzioni contro Iran e Venezuela”, si legge nel report mensile dell’AIE, ed il tutto ha comportato un “drastico aumento dei prezzi” finora quest’anno.
L’AIE ha messo in luce che la domanda rappresenta un pezzo “importantissimo” del puzzle del riequilibrio del mercato petrolifero ma l’incertezza per l’economia globale è troppo forte per consentire un cambio delle previsioni.
“Per quanto riguarda il 2019, tra la comunità degli analisti vi è una divergenza di opinioni straordinariamente ampia su quanto sarà forte la crescita”, si legge nel report. “Confermiamo le nostre previsioni di 1,4 milioni di barili al giorno, ma teniamo a mente che ci sono segnali misti sullo stato di salute dell’economia globale ed idee differenti sul livello probabile dei prezzi del greggio”.
I prezzi del greggio continuano a scendere questo giovedì in seguito alla pubblicazione del report, staccandosi dai massimi di cinque mesi. I tori del greggio hanno perso energia nella notte con le prese di profitto attribuite all’impennata di ieri delle scorte di greggio USA.
I future del greggio USA scendono dello 0,6% a 64,20 dollari alle 4:30 ET (8:30 GMT), mentre il greggio Brent va giù dello 0,3% a 71,52 dollari.

