Di Mauro Speranza
Apertura di settimana in grande evidenza per i titoli finanziari di Piazza Affari, con il FTSE Italia All Share Banks che guadagna intorno all’1,50%.
Il traino dei titoli bancari spinge il Ftse Mib che supera la barriera psicologica dei 22 mila punti, mentre cala ancora lo spread scendendo a quota 246 punti.
Tra i migliori troviamo Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) (+4%), mentre Banco Bpm (MI:BAMI) e Bper Banca (MI:EMII) guadagnano oltre il 2%, seguite da Unicredit (MI:CRDI), Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI), Banca Popolare di Sondrio (MI:BPSI), Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e Mediobanca (MI:MDBI) tutte oltre il +1%.
Cresce del 2% anche Ubi Banca (MI:UBI), dopo che sul tema fusioni il suo ceo Victor Massiah si è detto aperto “qualunque tipo di ipotesi che risponda a due componenti: creazione di valore e governance semplice ed efficace" e quindi studiare eventuali operazioni quando si saranno create queste condizioni”.
Attesi per oggi i dati sugli utili di Citigroup (NYSE:C) e Golman Sachs, mentre domani sarà il turno di Bank of America (NYSE:BAC) e Morgan Stanley (NYSE:MS).
Venerdì scorso si era aperta la stagione degli utili a Wall Street con JPMorgan Chase & Co (NYSE:JPM) e Wells Fargo (NYSE:WFC) ad aprire “le danze”.
JP Morgan aveva annunciato un primo trimestre da record con utili in crescita del 5,4% e un aumento dei ricavi del 4,7%. Molto positivi anche i risultati di Well Fargo che ha battuto le previsioni degli esperti con 5,9 miliardi di dollari di utili.
La diffusione dei bilanci di JP Morgan e Well Fargo aveva spinto tutto il settore bancario europeo, con l’indice finanziario italiano che aveva chiuso la seduta con un +2,90%.
“JPMorgan”, spiega Alessandro Magagnoli, analista tecnico e co-fondatore di Financial Trend Analysis (Ftaonline), “è tradizionalmente importante, perché quando il titolo parte al rialzo dopo la comunicazione dei dati è un ottimo segnale anticipatore per tutto il comparto finanziario, ma in generale per la Borsa. JPMorgan viene infatti considerato un “lead dog”, il capo muta sul cui andamento si modulano anche molti altri titoli”.

