Investing.com - Il debole pre-market di Apple (-1,29%) si conferma al suono della campanella di Wall Street, con il titolo che apre in perdita di circa il 2% sul Nasdaq, con le azioni che toccano quota 190 euro.
A spingere in basso le azioni dell’azienda di Cupertino è stata la notizia diffusa dal quotidiano giapponese Nikkei Asian Review secondo il quale il gruppo avrebbe chiesto ai propri produttori di produrre il 20% in meno delle forniture per i nuovi modelli di iPhone che saranno lanciati nella seconda parte del 2018.
Secondo quanto scrive il sito giapponese, lo scorso anno Apple aveva preparato fino a 100 milioni di unità degli ultimi modelli dello smartphone ma le previsioni parlerebbero di un consegne che si fermerebbe a 80 milioni di nuovi pezzi.
Le difficoltà di Apple a Wall Street si sono diffuse nelle borse mondiali, con i titoli dei semiconduttori che restano negativi. Sulla borsa svizzera Ams (SIX:AMS) crolla del 5%, Dialog Semiconductor (DE:DLGS) tocca un -6% mentre a Milano STMicroelectronics (MI:STM) cede l’1,32%.
Se a Francoforte il titolo resta negativo (-0,47%), proprio oggi, invece, Equita aveva rivisto al rialzo la raccomandazione sulle azioni quotate sulla piazza tedesca, portandolo a “buy”.
“I recenti molteplici design wins nel segmento automotive, segmento che rappresenta il 30% delle vendite del gruppo”, scrivono gli analisti dell’istituto, “i forti ordini derivanti dalla proliferazione dei sensori e dei microcontrollori nel settore industriale (27% delle vendite) e gli ordini per oggetti di consumo (26%) ci danno fiducia ad alzare le stime per il 2019-20”.
