AIE: la produzione petrolifera di Iran e Venezuela potrebbe crollare del 30%

AIE: la produzione petrolifera di Iran e Venezuela potrebbe crollare del 30%

Giu 13, 2018

Investing.com - La produzione di greggio in Iran e Venezuela potrebbe registrare un crollo di ben il 30%, secondo le ultime previsioni pubblicate dall’Agenzia Internazionale per l’Energia questo mercoledì.

La produzione petrolifera dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e della Russia, di cui fanno parte Venezuela ed Iran, è aumentata di 50.000 barili al giorno a maggio a 31,69 milioni di barili al giorno. L’aumento è stato dovuto ad un incremento della produzione in Arabia Saudita, Iraq ed Algeria che ha contribuito a colmare il calo registrato in Venezuela e Nigeria, secondo l’agenzia.

L’inasprimento delle sanzioni contro Iran e Venezuela da parte degli Stati Uniti hanno pesato sui livelli di produzione nei due paesi. Il calo potrebbe arrivare fino al 30%, ha reso noto l’AIE.

L’OPEC si incontrerà a Vienna il 22 giugno e dovrebbe decidere se aumentare o meno la produzione di un milione di barili al giorno, per controbilanciare il calo in Venezuela ed Iran.

A dicembre l’organizzazione ha deciso di tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno fino alla fine del 2018. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

L’AIE ha inoltre rilasciato le previsioni per il prossimo anno, affermando che la domanda globale crescerà di 1,4 milioni di barili al giorno nel 2019, grazie ai prodotti petrolchimici.

“Insieme ad una forte crescita economica, lo sviluppo del settore petrolchimico in tutto il mondo supporterà la crescita della domanda di greggio”, si legge nel report.

L’organizzazione parigina ha inoltre messo in guardia dai potenziali rischi che potrebbero pesare sulle previsioni.

“Questi comprendono la possibilità di un aumento dei prezzi, l’indebolimento della fiducia economica, il protezionismo commerciale e il potenziale ulteriore rafforzamento del dollaro USA”, viene sottolineato.

Intanto, l’Organizzazione ha reso noto che la crescita delle scorte non-OPEC per il 2019 dovrebbe ammontare a circa 1,7 milioni di barili al giorno rispetto ai 2 milioni di quest’anno. Tuttavia, gli Stati Uniti probabilmente registreranno la crescita maggiore e saranno responsabili di circa il 75% della crescita non-OPEC quest’anno ed il prossimo.

Dopo il report, i future del greggio USA West Texas Intermediate (WTI) sono scesi dello 0,21% a 66,22 dollari al barile alle 4:24 ET (8:24 GMT).

I future del Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono scambiati a 75,56 dollari al barile, giù dello 0,43%.

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